tecnologie

Rivelatori volumetrici ad INFRAROSSI PASSIVI

L’apparato è costituito da un sensore termico che controlla, attraverso un apposito sistema ottico, la zona protetta rilevando, in tal modo, la differenza fra il calore irradiato dagli oggetti presenti nell’ambiente e quello del corpo che si muove nell’ambiente stesso.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

Rivelatori volumetrici a MICROONDE

L’apparato è costituito da due elementi: un emettitore di onde elettromagnetiche ad altissima frequenza ed un ricevitore, che, nella quasi totalità dei modelli offerti dal mercato, sono alloggiati nello stesso involucro.
La segnalazione dell’intruso nell’ambiente protetto volumetricamente con questo rivelatore avviene per il noto principio fisico dell’effetto “Doppler”. Le caratteristiche di base di questi rivelatori sono oggetto di prescrizioni del Ministero delle Comunicazioni e gli apparati di questo tipo sono soggetti ad omologazione.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

Rivelatori volumetrici a DOPPIA TECNOLOGIA

Questa categoria di rivelatori, integra all’interno dello stesso contenitore, entrambi i circuiti sopra descritti. Un rivelatore ad INFRAROSSI controlla le variazioni di temperatura ambientale, mentre un rivelatore a MICROONDA controlla movimenti, anche se a temperatura zero, che avvengono nell’area protetta. Viene generata la situazione di allarme, solo quando entrambe le situazioni avvengono contemporaneamente. Vantaggi: Meno falsi allarmi che potevano prima essere causati dalla caduta di oggetti dagli scaffali (nel sensore a Microonda), o da sbalzi di temperatura o spifferi d’aria dovuti a finestre lasciate aperte o condizionatori accesi (nel sensore ad Infrarossi). Svantaggi: Il sensore presenta un maggior tempo di reazione prima che generi una situazione di allarme generale.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le visibile in condizioni normali dall’occhio umano, ed uno ricevitore. Rilevano la presenza di un corpo opaco che attenui il fascio di luce invisibile emesso tra i due elementi del rilevatore. Questi rilevatori hanno sostituito, con principio analogo, quelli a fotocellula, a luce visibile, ormai obsoleti.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

NOVITA’
Rivelatore di furto o rapina di banconote PER REGISTRATORI SI CASSA

Viene posizionato in uno scomparto della cassa dove è custodito il denaro. La rimozione dell’ultima banconota aziona un microinterruttore in scambio.
Dimensioni 15,7 x 17 x 57mm digitale usando 30-50% in meno di componenti. Contatore d’eventi selezionabile con 1 o 2 impulsi. Vera temperatura di compensazione.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

Rivelatori a CONTATTO MAGNETICO

Sono costituiti essenzialmente da due parti: una delle quali, quella mobile, è costituita da un magnete permanente e l’altra (fissa) contiene i contatti (reed). L’allontanamento del magnete dalla parte fissa, provoca l’apertura dei contatti (interruzione del circuito) e quindi la segnalazione dell’allarme.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

Rivelatori DI VIBRAZIONE

Possono essere elettromeccanici od inerziali; sono costituiti essenzialmente da due parti: il rilevatore ed un’unità elettronica di analisi. L’unità di analisi consente di regolare la sensibilità del rivelatore stabilendo una soglia minima di allarme, nell’intento di ridurre i falsi allarmi.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

Rivelatori MICROFONICI PER VETRI.

Concepiti per realizzare una protezione antieffrazione delle superfici vetrate, sono costituiti da una capsula microfonica, generalmente piezoelettrica, in grado di rilevare le frequenze di taglio e rottura tipiche del vetro.
Possono essere dotati di un’unità elettronica di analisi che raggruppa più sensori ovvero pilotare direttamente un circuito di ingresso della centrale. L’unità di analisi consente di regolare la sensibilità del rivelatore, stabilendo una soglia minima di allarme, nell’intento, di ridurre i falsi allarmi.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

Rivelatori MICROFONICI PER STRUTTURE E MEZZI DI CUSTODIA

Realizzati di regola con una capsula microfonica piezoelettrica, sono in grado di elaborare le sollecitazioni meccaniche prodotte dagli attrezzi di scasso quali: trapani, martelli, carotatori, cannello ossiacetilenico, lancia termica. Un appropriato circuito integratore è in grado di rilevare immediatamente gli attacchi con esplosivo.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

Rivelatori a BARRIERE AD INFRAROSSI ATTIVI PER INTERNO

Sono costituiti da due elementi: un gruppo elettro-ottico trasmettitore di un fascio di luce nella frequenza all’infrarosso, ossia di lunghezza d’onda non visibile in condizioni normali all’occhio umano, ed uno ricevitore.

Rilevano la presenza di un corpo opaco che attenui il fascio di luce invisibile emesso tra i due elementi del rilevatore. Questi rilevatori hanno sostituito, con principio analogo, quelli a fotocellula, a luce visibile, ormai obsoleti.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

Rivelatori a BARRIERE A MICROONDE PER INTERNO
Sono costituiti da due elementi: un trasmettitore e un ricevitore tra i quali viene generato un fascio di onde elettromagnetiche ad altissima frequenza (Ghz) che costituisce, in pratica, uno sbarramento invisibile, superato il quale si ottiene una segnalazione di allarme intrusione. Le caratteristiche di base di questi rivelatori, sono oggetto di prescrizioni del Ministero delle Comunicazioni e gli apparati di questo tipo sono soggetti ad omologazione.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

Rivelatori a BARRIERE A MICROONDE PER ESTERNO

Sono costituiti da due elementi: un trasmettitore ed un ricevitore tra i quali viene generato un fascio di onde elettromagnetiche ad altissima frequenza che costituisce, in pratica, uno sbarramento invisibile superato il quale si ottiene una segnalazione di allarme intrusione. Le caratteristiche di base di questi rivelatori, sono oggetto di prescrizioni del Ministero delle Comunicazioni e gli apparati di questo tipo sono soggetti ad omologazione. La barriera è realizzata con almeno due elementi: un trasmettitore ed un ricevitore tra i quali si genera un fascio di sbarramento atto a rilevare attraversamenti o movimenti nella zona protetta.
Normativa: Norma CEI 79-2 che riporta le caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

Rivelatori a BARRIERE AD INFRAROSSI ATTIVI PER ESTERNO

Sono costituiti da due elementi: un gruppo elettro-ottico trasmettitore di un fascio di luce nella frequenza dell’infrarosso, ossia di lunghezza d’onda non
caratteristiche minime di questi rivelatori di allarme suddividendole in 3 livelli di prestazione, in ordine crescente di sicurezza 1° , 2° e 3°.

NOVITA’
Rivelatore volumetrico INFRAROSSO DIGITALE

# Lente a forma cilindrica con 9 sezioni cilindriche che costituiscono “9 solide tende ” migliorando la copertura e la sensibilità dell’intera area di copertura.
# Nuovi fasci antistrisciamento multipli (cinque) per migliorare la rilevazione sotto il sensore.
# Rilevazione volumetrica effettiva, con copertura a tenda multipla, adottando un nuovo sistema 3D (Brevettato) che migliora nettamente la sensibilità di rilevazione e l’immunità contro i falsi allarmi dell’area protetta.
# Protezione superiore dall’interferenza di falsi allarmi dovuti a luce bianca, conforme al nuovo standard internazionale.
# Lenti prodotte con nuovo materiale (Brevettato), per evitare perdita della sensibilità della rilevazione anche in condizioni ambientali con elevata presenza di raggi UV.
# Elaborazione digitale della frequenza (Brevettata), basata su un segnale di campionamento (1 milione di volte per secondo migliora il Processo di segnale digitale (DSP) , aumenta la sensibilità di rilevazione e incrementa l’immunità dal falso allarme.
# Avanzato segnale di processo algoritmico aumenta in modo notevole la protezione contro i disturbi RFI ed EMI.
# Miglioramento del TMR, vero riconoscimento di movimento (Brevettato) consente la discriminazione tra il vero segnale dell’intruso e il falso o rumoroso segnale d’interferenza.
# Miglioramento rapporto segnale/rumore basato sull’avanzata riduzione algoritmica del rumore e circuito senza amplificatore.
# Affidabilità del prodotto attraverso l’uso di un Relè allo stato solido (accresce la risorsa dei problemi d’affidabilità) circuito a basso amplificatore ed elaborazione della frequenza